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L'Archivio senigalliese va a colmare un vuoto nel settore delle istituzioni pubbliche dedicate a questa fondamentale branca dell'avanguardia contemporanea internazionale, la cui raccolta e catalogazione era fino ad ora attuata, più o meno disorganicamente, da pochi collezionisti privati. Il fondo iniziale dell'Archivio è stato costituito da donazioni effettuate da Eugenio Miccini di Verona e Mirella Bentivoglio di Roma. La collaborazione fattiva di questi due esponenti "storici" della Poesia Visiva (unico movimento artistico-culturale italiano che, dopo il Futurismo, abbia avuto una diffusione internazionale) ha portato in pochi mesi all'acquisizione di documenti di notevole importanza artistica e storica di oltre 200 operatori italiani e stranieri. L'Archivio senigalliese, sviluppandosi, ha visto la richiesta di collaborazione di altri importanti Istituzioni operanti nel settore, come l'Archivio "Della Grazia" di Milano e l'"Italian Institut" dell'Università di New York. Le opere raccolte nell'Archivio di Senigallia sono state richieste per mostre monografiche dalle Amministrazioni Comunali di La Spezia e Ravenna. Dalla convenzione, che ha instaurato una serie di scambi culturali tra il Museo Statale della Letteratura di Mosca ed il Museo dell'Informazione, è scaturito l'interesse da parte della prestigiosa istituzione moscovita per le opere della Poesia Visiva italiana raccolte nel museo di Senigallia. Tra gli autori presenti segnaliamo, oltre ai già mensionati Miccini e Bentivoglio, Jean-Francois Bory, Antonio Bueno, Ugo Carrega, Klaus Groh, Stelio Maria Martini, Magdalo Mussio, Sarenco, Elisabetta Gut, Julien Blaine, Lamberto Pignotti, Luciano Caruso, Adriano Spatola, ecc.
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