TANGHERLINI, PASSERI E FRAPICCINI ENTRANO NELL'AGENZIA IO FOTOREPORTER

 



MIRCO TANGHERLINI, RUGGERO PASSERI ED EVA FRAPICCINI ENTRANO NELL’AGENZIA IO FOTOREPORTER

A pochi giorni dalla fondazione l’agenzia “Io fotoreporter” acquisisce tre firme di rilievo nazionale nel mondo dell’immagine fotogiornalistica, quelle di Mirco Tangherlini, Ruggero Passeri ed Eva Frapiccini”. Quindi immediato è stato il decollo nazionale in grande stile per “Io fotoreporter” ”L’Agenzia ” dice Giorgio Pegoli, che la dirige, “ha sede a Senigallia, a due passi dal fiume Misa, un fiume il cui nome vuole dire qualche cosa nella storia della fotografia italiana. Io mi muovo per passione nei confronti della fotografia e mi fa piacere quando esperti fotografi come Passeri e giovani talenti geniali come Tangherlini e la Frapiccini condividono il mio sogno e dimostrano davvero di sentire Senigallia come città della fotografia”.

Dove vuole arrivare l’Agenzia “Io Fotoreporter”? “Non pongo limiti alla Provvidenza” dice Giorgio Pegoli “perché la mia aspirazione è avere nell’Agenzia i fotografi d’arte italiani migliori, i giovani migliori del fotogiornalismo, ma anche i mostri sacri del fotogiornalismo internazionale. Per me poi è stato istruttivo quello che ha detto Charles Henri Favrod, il fondatore del Museo della fotografia di Losanna quando ha visitato la mostra storica della fotografia senigalliese, allestita a cura del prof. Bugatti, direttore del Musinf e con l’Agenzia mi adopererò anche per presentare e far conoscere sul mercato internazionale dell’arte la meravigliosa fioritura di talenti fotografici, che c’è stata a Senigallia. Fioritura che non è limitata ai grandi nomi di Cavalli, Giacomelli e Ferroni, di cui oggi molti cominciano, con molto ritardo, a capire la dimensione artistica. Corroborata da quotazioni da capogiro. Quotazioni che vengono in ritardo, dopo la morte degli artisti, ma gli artisti, anche i fotografi hanno necessità di essere sostenuti in vita, non dopo la morte, perché la fotografia e la ricerca artistica e tecnica hanno un costo e la mancanza di apprezzamento e condivisione si traduce sempre in limitazioni alle effettive possibilità creative”.

Dunque il prossimo passo dell’agenzia “Io fotoreporter” sarà il varo di un portale Internet, capace di proporre documentare in modo permanente l’opera dei fotografi rappresentati, compresa una scelta degli eccellenti fotografi operanti a Senigallia. “Penso alla genialità innovativa di certe immagini di Cicconi Massi” conclude Pegoli” e alla fotografia di teatro della Sforza e di Napolitano, alle nature morte di Gambelli, l’ultimo testimone del Gruppo Misa, alla fotografia di body art di Cesarini, ai ritratti di Giacomelli scattati da Mengucci, pubblicati dai giornali di tutto il mondo semplicemente perché sono sentiti e bellissimi. Penso alle incantate suite marine tenute lungamente segrete da Mandolini. Penso ai protagonisti, tutti bravissimi tecnicamente e poeticamente, del manifesto del passaggio di frontiera, alla vocazione stenopeica di Marchini, alla pluralità di voci, tutte da valutare meglio e ancor di più di quanto è stato finora, del gruppo F7. Penso alle fotografie del viaggio in India di Discepoli, alle documentazioni del mondo agricolo senigalliese di Angelini. Penso agli emozionanti pannelli fotografici di Ghiandoni e alle liriche testimonianze di Salvalai, il più vicino al rigore tecnico e poetico di Ferroni. Penso ai cliché verre di Governatori, un eccellente pittore, che dopo cinquant’anni di successi a Parigi torna a Senigallia, compra un ingranditore enorme, progetta, senza dirlo, di rintanarsi nel suo nuovo studio come in un convento di clausura, per vedere di scoprire dove può portare oggi la strada indicata nel cliché verre da Corot e da Picasso. Parlo di Solendo, Bianchi, Galbusera, che dalle loro prestigiose cattedre delle accademie di Roma, Firenze e Torino hanno sempre guardato al Musinf di Senigallia come a un luogo senza uguali di sperimentazione sull’immagine.

Ma quale altra città c’è al mondo dove succedono ancora cose del genere per amore della fotografia?

Sì Senigallia, per la fotografia, è una città speciale. C’è stata la grande storia del Gruppo Misa. Ma c’è anche un oggi da raccontare. E io, con l’Agenzia voglio testimoniarlo al meglio. Voglio raccontarlo e farlo conoscere a tutti”.


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