Sabato scorso si è svolto un laboratorio degli allievi del corso di fotogiornalismo, coordinato da Giorgio Pegoli, per la scelta delle fotografie scattate nell’ambito dei servizi fotografici da loro realizzati per i vari eventi collegati alla mostra di Palazzo del Duca. Esposizione illustrativa del percorso storico della fotografia senigalliese, dal Gruppo Misa fino a recenti esperienze fotografiche, quali quelle di Lorenzo Cicconi Massi. In particolare gli allievi hanno visionato una serie di fotografie illustrative della visita a Senigallia di Charles Henri Favrod, fondatore del Museo della fotografia di Losanna. Queste fotografie illustreranno il prossimo numero del bollettino del Musinf e saranno inserite nella galleria fotografica delle attività del Musinf su Internet.
Il prof. Bugatti, direttore del Musinf durante l’incontro con gli allievi del corso di fotogiornalismo ha letto con soddisfazione anche lo scritto che Henri Favrod gli ha inviato sull’opera di Pegoli.
Il fotografo senigalliese in questi giorni sta preparando al Musinf la selezione delle sue opere per la mostra, che verrà aperta nei prossimi giorni a Roma, in una storica galleria e libreria d’arte. “Giorgio Pegoli “ha scritto Favrod “è da più di quarant’anni un corrispondente di guerra coraggioso e lucido e il suo credo è evidentemente quello della pace, assumendosi il compito di denunciare gli orrori dei conflitti”. Giorgio Pegoli, secondo il giudizio di Favrod “appartiene alla famiglia dei più grandi fotogiornalisti e ha fatto sua la formula di Robert Capa realativa al plus près, che non si deve intendere solo come un appello a rischiare di più, ma anche nel senso di fratellanza per le vittime trascinate nel caos e che meritano attenzione, simpatia”. Favrod nel suo scritto ha ricordato anche l’impegno di Giorgio Pegoli in tutto il mondo, dall’America Latina all’Africa, dal Medio Oriente all’Afghanistan, all’ex Jugoslavia, dove il pericolo è arrivato sulle rive dell’Adriatico, vicino alle Marche. Poi Favrod ha segnalato l’eccezionalità degli archivi fotografici realizzati e conservati da Giorgio Pegoli. Si tratta di archivi, che, secondo Favrod “sono la vera testimonianza della storia che deraglia e provoca disgrazie a uomini e nazioni”.
Il prof. Bugatti ha infine sottolineato all’attenzione dei corsisti l’importanza del giudizio di Favrod su Giorgio Pegoli, perché l’importante storico della fotografia svizzero, oltre a definire Pegoli “un grande reporter” coglie anche nel fotogiornalista senigalliese la caratteristica fondamentale dell’esemplare modestia. “Una modestia” scrive Favrod “costituente un messaggio che richiama la fotografia umanista, in quanto nelle sue istantanee Pegoli constata, confronta, testimonia, con onestà, passione e carità”.